di Vincenzo Paliotto
La Cavese rappresenta l’unica società della Campania che riesce attingere in maniera concreta dal vivaio del Napoli. Dopo il prestito di Lorenzo Insigne dello scorso campionato, questa volta alla corte metelliana giungono ben due calciatori, tra i migliori, appartenenti alla cantera azzurra. Del resto è forte in casa metelliana la tradizione partenopea. Il fortunato connubio tra i giovani di valore napoletani e la Cavese iniziò addirittura nell’estate del 1982 con l’arrivo agli ordini di Santin di ben tre calciatori: Caffarelli, Puzone ed Assante. Nel torneo cadetto il migliore di tutti risultò Caffarelli, autore di 5 gol in 23 presenze, uno dei quali indimenticabile nella gara interna contro il Milan finita 2-2. Gigi tornerà poi al Napoli vincendo da protagonista lo Scudetto del 1987. Attualmente è responsabile del Settore Giovanile del Napoli. Anche Puzone si disimpegnò discretamente. Anch’egli tornò al Napoli, giocando anche con Maradona, anche se in molti lo ricordano per aver partecipato a girare Quel ragazzo della Curva B, il film di Nino D’Angelo che celebrava il primo Scudetto azzurro. Assante, invece, divenne titolare nella Cavese dal 1985 all’88, specializzandosi anche a calciare i rigori.
Nel 1983/84, invece, toccò a Roberto Amodio e Claudio Vagheggi, anche se quest’ultimo non era proprio un giovanissimo. Di Amodio, che poi fu titolare anche nel Napoli e nell’Avellino, non si conservano grandi ricordi. Nell’ 88/89 fu la volta del centrocampista Patrizio Chiaiese, con qualche buona giocata ma anche tanta indisciplina con 12 presenze all’attivo.
Invece, nel 1997/98 Ezio Capuano per il Campionato di Serie C2 ingaggiò D’Apice, Marzano e Vito Sardone, diventato di proprietà del Napoli dopo una buona stagione ad Altamura. Il primo fu ceduto dopo poche apparizioni, il secondo si trattenne con la maglia della Cavese fino al 2001. Segnò nei play-out il gol della speranza contro il Sant’Anastasia al Giraud di Torre Annunziata. L’ultimo giocò un campionato che deluse le sue enormi potenzialità
Nel 2001/2002 il Napoli prestò alla Cavese con il chiaro intento di farlo esplodere l’ivoriano Youssuf Kamara Vassanogo, segnalato come uno dei talenti emergenti del calcio africano. Kamara giocò 7 spezzoni di partita e poi fu rispedito al mittente, dopo un brutto gesto all’indirizzo del pubblico bianco blu. Aveva giocato in patria nell’ASEC Mimosa e in Svizzera nel Bellinzona. Dopo l’esperienza aquilotta, approdò alla Viribus Unitis, al Gaeta, al Venafro e al sanità, quindi sbarcò in Romania prima nell’Arges Pitesti e poi nel Pandurii nel massimo campionato del paese. Del resto la Cavese non fu fortunata neanche con Gaetano Grieco, arrivato dal Napoli via Avellino nell’estate del 2007, che però tradì le attese dopo 11 presenze e 3 gol. Tanto talento ma discontinuo. Quindi, lo scorso anno è arrivato Lorenzo Insigne, mettendosi subito in mostra e non demeritando. Le incerte condizioni societarie all’inizio della stagione in casa cavese hanno spinto il Napoli a dirottarlo al Foggia.
Adesso sarà la volta di Camillo Ciano e di Alessandro Diana, due ragazzi di cui si parla benissimo, in special modo del primo, e che a Cava de’ Tirreni sapranno lanciarsi nel calcio che conta. Ciano arriva alla Cavese dopo un buon assaggio di Lega Pro nello scorso anno con la maglia del Lecco. Lo cercavano tante squadre, qualcuna anche di Serie B, Maglione è stato bravo a convincerlo ad approdare alla Cavese.