Non ha convinto del tutto la convention sulla Cavese di ieri sera organizzata dal Comune di Cava de’ Tirreni, in cui è stato presentato in maniera in verità poco delineato il nuovo assetto societario del club metelliano. Un’aula consiliare stracolma di tifosi ha accolto il Sindaco di Cava de’ Tirreni Marco Galdi, i suoi collaboratori politici ed il nuovo Presidente Antonio Di Donato, in parte per applaudire, ma anche per avere una maggiore chiarezza in merito ad una situazione societaria poco limpida e traballante, soprattutto dopo le clamorose dimissioni rassegnate dal tecnico Paolo Stringara nella mattinata di martedì. E’ pur vero che il calcio è praticato spesso da abili mercenari ed in cui l’attaccamento alla maglia va materializzandosi spesso in via di estinzione, ma il repentino cambiamento di rotta del mister toscano fa pensare a qualcosa di più anormale del previsto. L’ex-calciatore dell’Inter e del Bologna si era adoperato personalmente per riorganizzare il settore tecnico della squadra aquilotta, contattando egli stesso i calciatori vecchi e nuovi, anche in compagnia dell’esperto e volitivo avvocato Francesco Maglione, per poi veder dissolvere il proprio operato ed i propri buoni propositi nel giro di poche ore. E’ anche vero che poi lo stesso Stringara, dopo aver presentato le dimissioni, ha imboccato la Salerno-Reggio Calabria per fermarsi a Cosenza, dove ha firmato un nuovo contratto con il club silano, ma l’allenatore toscano ci ha in questo modo rimesso la faccia ed anche di più, probabilmente costretto a prendere una decisione tale al culmine di eventi poco chiari, che gli hanno consigliato in qualche modo di andare a svolgere il proprio lavoro altrove.
Nonostante ciò la conferenza stampa di ieri sera si è poi conclusa con un allegro party, dopo discorsi controversi e tergiversanti ed il commento in qualche caso laconico ed in qualche altro sbiadito dell’assessore Carmine Adinolfi, che tanto si è prodigato per la salvezza della Cavese, lanciando anche l’ipotesi di un azionariato popolare, dopo che gli amici di Sogno Cavese ne avevano caldeggiato l’idea già qualche mese fa.
Morto un allenatore se ne farà un altro, rassicuravano in molti ieri sera, ma nonostante tutto la vicenda legata al nome di Paolo Stringara lascia molti dubbi sulla sua dinamica, ma anche sul futuro della Cavese. Il nuovo Presidente Antonio Di Donato prende il timone della società e gli occorrerà un tempo utile per riorganizzarla a dovere, anche in attesa di stilare un organigramma completo e definitivo, mentre i calciatori a disposizione ed il direttore sportivo dovrebbero mettersi già al lavoro.
La situazione in casa metelliana, quindi, non appare del tutto stabile. Tra i fantasmi della vecchia dirigenza che compaiono e scompaiono e le incomprensioni sui programmi del futuro, il Sindaco Galdi trova però il tempo per invogliare la tifoseria a sostenere un nuovo sforzo economico in favore degli aquilotti. Tanto di questo miracolo se ne parla nelle stanze della Lega Pro, in tutta Italia ed in ogni dove, come avrebbe detto qualcuno. Ma nel frattempo all’ombra dei portici le voci sulla stabilità societaria incalzano, in attesa di una nuova schiarita, scongiurando ulteriori e poco beneauguranti colpi di scena.
In ogni caso, in bocca al lupo alla nuova dirigenza e che la SS Cavese 1919 continui ad essere l’orgoglio di questa città.
Vincenzo Paliotto, laCavese.it
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e speriamo sia lui l’allenatore…
Forse abbiamo imboccato la strada giusta.
Mi sembra che il curriculum di Marco Rossi sia di primo piano e corente con quanto abbiamo bisogno in questo momento.
Bravo MAGLIONE !!!
Da calciatore ha fatto circa 300 presenze nel calcio professionistico tra A, B e C, con squadre come Catanzaro, Brescia, Sampdoria, Piacenza ed esperienze all’estero in Messico e in Germania con Eintract di Francoforte.
Come allenatore ha lavorato in C1 a Lumezzane, per due stagioni, lanciando giocatori come Matri (che è a Cagliari), Balotelli (Inter) e Ferrari (Albinoleffe). E’ poi passato sempre in C1 alla Pro Patria ed successivamente ha portato lo Spezia (dopo il fallimento societario) dalla D alla C2.
L’ultima stagione è subentrato sulla panchina della Scafatese, in una squadra e società in caduta libera e l’ha portata alla salvezza sul campo, evitando la lotteria dei play out.
Ha quindi vissuto in una situazione societaria di massima criticità, dimostrando capacità tecniche ed umane, nel compattare la squadra attorno all’obiettivo di vincere sul campo, una battaglia che poi la società ha perso su altri fronti con il fallimento.
Mi sembra un buon biglietto da visita. Buon Lavoro Mister !!