MILANO – Dal prossimo anno Serie A e serie B avranno arbitri diversi. Lo ha ufficializzato il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, al termine della riunione tra la Federcalcio, il settore arbitrale, la componente allenatori e la Lega calcio che si è svolto questa mattina in via Rosellini. Saranno due le Commissioni arbitri nazionali (Can), di pari passo con la nascita della Lega di Serie A e di Serie B. E due, di conseguenza, saranno anche le Commissioni disciplinari. Resta ancora da decidere se anche il ruolo di designatore, oggi ricoperto da Pierluigi Collina, verrà sdoppiato.
NULLA DI DECISO SUL DESIGNATORE – “Andiamo verso la costituzione di due Can in linea con la costituzione di due leghe autonome con propria identità”, ha annunciato il presidente Abete. Sulla possibilità di un doppio designatore si è espresso il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi. “Non era un argomento all’ordine del giorno – ha puntualizzato Nicchi – Stiamo ancora riflettendo perché non si può improvvisare. Tutto il nuovo meccanismo deve essere studiato bene”. Per il resto la lunga riunione – tre ore – tra i vertici del calcio ha prodotto la decisione di “modalità di confronto e di dialogo più organica e frequente”. Tra i punti cardine anche “il rispetto nei confronti dell’autonomia arbitrale dal quale nasce la volontà del confronto”, ha detto il presidente dell’Aia. Sin dalla prossima stagione, gli incontri tra le componenti non si limiteranno a quello canonico organizzato alla ripresa del campionato dopo la sosta invernale.
OCCORRE COLLOQUIO CONTINUO – Non più solo la tradizionale festa di Natale – ha spiegato Giancarlo Abete – ma un colloquio continuo su tutto a cominciare dagli aspetti tecnici “per focalizzare problemi e trovare soluzioni condivise”. “Gli arbitri devono rendere conto all’opinione pubblica e al quadro normativo esistente – ha chiarito ancora il presidente della Figc – Cercheremo di lavorare alla possibilità di trovare soluzioni condivise, non ci si riuscisse esistono le regole che prevedono una continuità”. Si rinnova anche l’invito a moderare le critiche. “Il calcio è una realtà emozionale – ha ammesso Abete -, importante però è la lucidità di lettura a bocce ferme, come è avvenuto oggi. Insomma se si sbaglia a interloquire, se si evocano mandanti e situazioni poco chiare, allora ci sono le sanzioni decise dal sistema”.
[fonte: repubblica.it]