
Il signor Giuseppe Sguizzato di Verona, arbitro di domenica scorsa di Spal-Cavese, non è altro che un figlio d’arte. Il padre Carlo, infatti, fu una rinomata giacchetta nera (in quell’epoca gli arbitri indossavano una divisa di un solo inconfondibile colore) del calcio italiano degli Anni Ottanta e Novanta, guadagnando anche la qualifica di internazionale.
Al di là dei trascorsi più o meno importanti e prestigiosi che siano, la direzione di gara della partita del Paolo Mazza di Ferrara è risultata a dir poco deludente, se non scandalosa nelle sue decisioni cruciali.
Oltretutto designare un fischietto veronese per una partita tra una formazione di Ferrara e l’altra di Cava de’ Tirreni mi pare già alquanto discriminante. Troppo vicino il Veneto alla città estense ci sembra con la cartina geografica alla mano. L’imparzialità di un arbitro esordiente il più delle volte deriva inevitabilmente anche da un fattore meramente geografico.
Addirittura irritante e cervellotico si è presentato Sguizzato al 13’ del primo tempo, quando Antonio Schetter, non a caso il miglior calciatore della Cavese ed il più pericoloso in attacco, ha subito un colpo pesantissimo da tergo da parte di Lorenzi, che gli ha procurato una forte lussazione alla spalla, costringendo il fantasista metelliano ad abbandonare il terreno di gioco. Non fosse stato per lo sportivo portiere degli estensi Capecchi, che si è accorto della gravità dell’infortunio ed ha invitato il calciatore a rimanere a terra e a non muoversi, le conseguenze mediche per il calciatore metelliano sarebbero state ancora più pesanti.
Quasi sarcasticamente, invece, nell’occasione l’arbitro Sguizzato ha fischiato un fallo di Schetter, cadendo effettivamente nel ridicolo. D’altra parte quelli della Spal sin dalle prime battute di gioco non si erano risparmiati in interventi un po’ duretti, al limite del regolamento.
Che dire e come giudicare un arbitraggio del genere? Speriamo che la Lega Pro aggiusti il tiro nelle prossime domeniche anche in favore della Cavese, che però a sua volta dovrebbe farsi rispettare nelle stanze della federazione.
Vincenzo Paliotto, laCavese.it
figlio d’arte ….nel senso che la madre e la nonna……