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Assolti per non aver commesso il fatto

pubblicato da il venerdì, 30th ottobre 2009 Assolti per non aver commesso il fatto thumbnail

Si è risolta al momento nei migliori dei modi la vicenda che legava otto tifosi della Cavese agli incresciosi episodi che si erano verificati il 3 febbraio del 2008, prima dell’inizio della gara che vedeva opposti gli aquilotti al Verona proprio al Bentegodi. Sono stati assolti per non aver commesso il fatto gli 8 tifosi metelliani. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Verona si è pronunciato in maniera favorevole ai ragazzi di Cava de’ Tirreni. Ieri mattina a Verona si è concluso così il rito abbreviato condizionato all’acquisizione di prove che vedeva alla sbarra, con l’accusa di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Andrea Alfieri 22 anni, Errico Coppola 20 anni, Antonio Ferrara 27 anni, Giovanni Ragosta 28 anni, Angelo Salsano 33 anni, Umberto Sorrentino 30 anni, Claudio Vernacchio 22 anni e Luigi Vitale 36 anni. Il gup ha accolto felicemente le richieste dell’avvocato difensore il cavese Mario Secondino e dei legali Adami e Tremolini rispettivamente del foro di Udine e Verona, molto vicini alle vicende giudiziarie che vedono implicati i tifosi delle squadre di calcio. Il gup ha deciso per l’assoluzione, respingendo la richiesta di 10 mesi di reclusione.

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Fondamentale è stata la visone in aula di un dvd, che testimoniava e riprendeva i soprusi effettuati dalle forze dell’ordine nei confronti dei tifosi con i manganelli. Inoltre gli avvocati difensori hanno potuto anche presentare come prove importanti i biglietti nominativi ed i tabulati telefonici, che dimostrano in maniera inconfutabile come alcuni dei ragazzi erano al telefono al momento degli scontri. Al termine della seduta il giudice ha emesso la sentenza: assoluzione per non aver commesso il fatto. “Siamo molto soddisfatti di questa decisione del giudice”, si è espresso così l’avvocato Mario Secondino. Fin dal primo momento dopo gli arresti l’avvocato cavese aveva ribadito che, a differenza di come riportato dalle forze dell’ordine, nessuno degli otto arrestati era privo di carta d’identità o di regolare biglietto per il settore ospiti. “Grazie alle immagini registrate dai tifosi presenti quel giorno a Verona – precisa l’avvocato Secondino – ai biglietti di ingresso allo stadio che sono stati prodotti, alla perizia del nostro consulente che ha dimostrato come i filmati delle forze dell’ordine di Verona fossero non sequenziali ed ai tabulati telefonici dei cellulari dei nostri clienti che abbiamo fatto acquisire, siamo riusciti a dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti degli imputati. In ogni caso la sentenza di Verona dimostra l’assurdità della normativa che ha introdotto la carta del tifoso: infatti, in base all’articolo 9 della legge 41/07, i miei assistiti, tutti colpiti da diffida, non avrebbero potuto ottenere la stessa e, pertanto, sarebbe stato loro impedito l’accesso agli stadi per fatti che, evidenzio, non hanno commesso. In ogni caso rimane l’enorme ingiustizia che hanno subito questi tifosi in quanto tutti hanno, senza motivo, scontato una diffida di un anno dagli stadi che si è aggiunta all’arresto di 2 giorni. Ora non ci fermeremo il prossimo obiettivo sarà quello di chiedere un risarcimento danni per l’arresto e la diffida ingiustamente applicate”.

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Fortunatamente la giustizia in questo caso ha avuto il proprio corso, in un periodo non felice per i rapporti tra i tifosi e le forze dell’ordine con una serie di provvedimenti e leggine che tendono ad arginare la violenza negli stadi. Effettivamente, però, in quel freddo pomeriggio veronese nell’antistadio si verificarono molti episodi violenti e soprusi da parte delle forze dell’ordine. Ci auguriamo che questa sentenza possa contribuire anche se in minima parte a trascorrere domeniche di pallone e non solo più tranquille, senza i soprusi delle divise blu, ma anche senza intemperanze dei tifosi. Una sentenza che giunge proprie nelle ore in cui a Roma si è verificata un’altra vicenda shock, in questo caso però non legata al mondo del pallone, come la morte sospetta del giovane Stefano Cucchi, dopo un arresto operato dalle forze dell’ordine.

Vincenzo Paliotto, laCavese.it

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COMMENTI

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  1. avatar ULTRAS COSENZA scrive:

    Sono molto contento per voi…..ULTRAS LIBERI.
    VERITA’ E GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI!!!
    ULTRA’ COSENZA

  2. avatar Aquilazzurra scrive:

    GIUSTIZIA FATTA

  3. avatar dany85 scrive:

    propongo un gemellaggio a favore della citta di cosenza,ho molti amici cosentini e so come la pensano……uniamoci!!!!!

  4. avatar ULTRAS COSENZA scrive:

    Io ricordo quando vincemmo lo spareggio a Pescara contro la Salernitana e mandammo i “PISCIAIUOLI” IN SERIE C,e siccome sono originario di Cava,passammo da li con mio padre a trovare i parenti e ricordo che tutta Cava era coperta di scritte “Grazie Cosenza”-”Grazie Marulla”-”Salernitana Merda”….era bellissimo!!!!!
    Io sono un ultras del Cosenza,con genitori cavesi,ed è la prima volta che vedrò di fronte Cavese e Cosenza…non vedo l’ora.
    Rispetto per voi…ULTRA’ COSENZA!!!

  5. avatar ANG scrive:

    MAMMA MIA QUANTO SONO RIDICOLI I CAVAIUOLI.MA I CONIGLI COSENTINI NON SONO GEMELLATI CON I VOSTRI NEMICI NOCERINI?

  6. avatar BOO scrive:

    NON C’E’ BISOGNO DELLA PENALIZZAZIONE TANTO SIETE GIA’ RETROCESSI SIETE LA VERGOGNA DELLA CAMPANIA GRANDE LOMBARDI UNO DI NOI




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