La sfida tra la Cavese ed il Taranto si è rivelata tra le più accese e combattute degli ultimi anni nel panorama della terza divisione italiana, soprattutto per la grande rivalità che divide le due tifoserie. Non a caso la partita si disputerà a porte chiuse per i tifosi della squadra ospite.
Il Taranto,ad ogni modo, è stato di scena al Simonetta Lamberti in cinque occasioni, la prima delle quali nel torneo di Serie C1 del 1985/86. Gli aquilotti di Franco Liguori si imposero di misura, grazie ad un gol con un calibrato tiro dal limite di Luciano Malaman, che formava un’ottima coppia di interni di centrocampo insieme ad Adriano Malisan. Si trattò di una vittoria di spessore per i metelliani al cospetto del Taranto di Totò De Vitis, che sarebbe approdato in cadetteria insieme al Messina.
Tuttavia, gli jonici sarebbero ritornati a Cava de’ Tirreni nella stagione di Serie D del 1994/95 ed anche in questo caso il risultato fu ad appannaggio dei biancoblù, grazie ad un gol di Francesco Sorrentino, calciatore ex-Afragolese e già in forza alla Cavese in Serie C2. Anche in quel caso i rossoblu pugliesi alla fine della stagione avrebbero trionfato in campionato.
Quindi, il Taranto guadagnò il suo primo ed unico punto sul terreno della Cavese nella stagione del 2000/2001 in Serie C2. Gli aquilotti passarono in vantaggio con Peppe Barrucci, mentre la formazione ospite ribaltò il risultato con una doppietta dell’ex-Battipagliese Spader. Nel finale di gara Caliano firmò il meritato e combattuto 2-2 finale.
La sfida del 2004/2005, invece, fu ricca di significati anche extra-calcistici, in quanto la partita di andata era stata sospesa per incidenti tra le opposte tifoserie, quando gli aquilotti erano in vantaggio di misura grazie ad un gol di Antonio Schetter. I disordini dello Jacovone costarono anche ben cinque turni di gara interne da giocare a porte chiuse per la Cavese. Ad ogni modo, in una giornata piovosa sul terreno del Lamberti gli aquilotti si imposero largamente per 3-0 con gol di Michele Pagano, Catello Mari e Salvatore Galizia, in una partita che non ammetteva repliche per il già disastrato Taranto.
Nel torneo di Serie C1 del 2006/2007, quindi, si registrò l’ultimo precedente in ordine cronologico in un’altra gara dai numerosi e vari risvolti non solo sul terreno di gioco. Era il 28 gennaio del 2007 e agli ordini del signor Carretta di Trapani la Cavese di Campilongo si schierò con Mancinelli; Arno, Farina, Cipriani, Nocerino; Alfano, Prevete, Schetter (82′ Sorbino); Aquino (86′ Albano), Ercolano, De Giorgio (77′ Unniemi). Il Taranto preso in consegna da Aldo Papagni, invece, risponse con: Barasso; l’ex di turno Panini (55′ Zito), Caccavale, Cosenza, Colombini; Toledo (82′ Catania), De Liguori, La Rosa; De Florio, Ambrosi, Cammarata (55′ Cejas. L’incontro richiamò il pubblico delle grandi occasioni con oltre 6000 spettatori presenti sugli spalti, di cui 500 provenienti dal capoluogo pugliese. Tuttavia, la partita fu sospesa in due occasioni intorno al 26′ del primo tempo per le intemperanze dei tarantini, che protestavano vivacemente in quanto la loro squadra era scesa in campo con una inedita maglia verde. Dopo due interruzioni Cavarretta si decise a far riprendere il gioco, dopo un inizio di gara abbastanza convincente da parte del Taranto. Al 38′, ad ogni modo, Pietro De Giorgio su rigore sbloccò il risultato, arrotondato nella ripresa al 52′ da un‘incornata di Sergio Ercolano. La squadra di Campilongo avrebbe nel finale di gara potuto incrementare ulteriormente il bottino, ma Barasso fu bravo a contenere il passivo.
Siamo sicuri, comunque, che anche nella gara di domenica al Lamberti sia la Cavese che il Taranto sapranno regalare il giusto concentrato di emozioni.
Vincenzo Paliotto, laCavese.it
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“In tutte le piazze vale una verità: se hai un gran tifo che ti supporta, riesci a girare meglio. L’esempio lampante è proprio il Taranto, che ha sofferto molto perché continua a giocare le gare interne senza il proprio pubblico. Si dice che la tifoseria è il dodicesimo uomo in campo … E’ proprio vero, il calore che ti trasmette il pubblico è fondamentale. Noi siamo riusciti a portare millecinquecento tifosi a Sorrento qualche domenica fa. E’ stato uno spettacolo cui non avevo mai assistito prima …”
(stralcio di intervista ad Andrea Camplone di Paolo Inno su http://www.febbrea90.com)