Le bandiere sono fatte per sventolare alte, ma anche per essere ammainate.
Sei stato una delle bandiere di questa splendida Cavese.
Ammainata troppo presto.
Mi hai regalato la più bella notte di pasqua della mia vita.
Non la dimenticherò mai.
Hai perso la tua vita per la nostra gioia.
Ho ancora l’illusione di vederti in giro per Cava a fermarti a parlare con noi.
Dopo una sconfitta ci guardavi con sguardo mortificato e colpevole.
Dopo la vittoria eri allegro e felice, ma mai superbo.
Eri uno dei pilastri della squadra e stanotte eri vicino a me a saltare ed a cantare di gioia.
Non hai festeggiato da calciatore.
Tu e i tuoi amici calciatori eravate in mezzo a noi.
In mezzo agli ultrà.
Gli stessi che tutti credono brutti e cattivi, stanotte sono stati la tua ultima famiglia.
Grazie per averci considerati dei fratelli.
Lassù c’è un Dio crudele che vuole le nostre lacrime.
C’è un disegno strano che non vuole che il mio popolo sia felice.
Oggi la felicità non mi appartiene.
Sono felice solo di piangere un ragazzo che mi ha regalato la più bella Pasqua della mia vita, rinunciando alla sua.
Domani alle 9 ho la partita più importante dell’anno.
Ho da accompagnarti nell’ultimo saluto.
Ho da far sentire ai tuoi parenti che a Cava ti volevamo bene.
E te ne vorremo sempre.
Anche se non servirà ad alleviare il loro immenso dolore.
Per ironia della sorte faremo la trasferta più breve eppure più dolorosa e pesante del campionato.
Ci hai fatti piangere di gioia.
Ora continui a farci piangere.
Hai lasciato la tua giovane vita ancora incompiuta.
Non hai lasciato nulla di incompiuto a Cava.
Hai terminato il tuo lavoro e sei subito andato via.
Come tutti i bravi professionisti.
Arrivederci caro fratello Catello.
Questa immagine fu creata per un post dediacato a Catello,
in onore del gran goal al volo che realizzò su passaggio da calcio d’angolo.
È così che lo ricordo: forte ed invincibile come gli eroi dei fumetti.